Perché la MATEMATICA (NON) è difficile?

A differenza di molte altre materie, la matematica ha una particolarità: “va costruita”  mattone su mattone proprio come una casa. Intendo dire che mentre, per esempio, puoi sapere benissimo la storia del ‘900 senza aver mai sentito parlare degli Etruschi, è impensabile affrontare la matematica di quinta superiore senza aver imparato bene l’algebra nel biennio. Ogni piccolo passo si basa ed appoggia su quelli precedenti.

Se però uno (o più) dei mattoni non è stato posato, prima o poi qualcosa traballerà. Le lacune, in matematica più che ogni altra materia, si ripercuotono per sempre se non colmate! Un sistema di disequazioni frazionarie non lo risolverai senza aver capito le equazioni, il concetto di dominio o il senso dell’ “and” logico.

I programmi scolastici sono fatti appositamente per poter costruire solide basi ma capita spesso che, lacune o meno, si passi all’argomento successivo, magari con metà classe senza la sufficienza!

Non c’è da stupirsi che il problema si riproponga alla verifica successiva!

Gli insuccessi creano poi insicurezza negli studenti e li portano ad odiare la materia, come si odiano tutte le cose che ci fanno sentire poco apprezzati in quel che facciamo. Ma chi odia la matematica riuscirà ancora meno: una ricerca alla Stanford University School of Medicine infatti, ha mostrato come il cervello di una persona che vede la matematica come un incubo, durante l’esecuzione di un esercizio vada “in tilt”. Si iperattivano le aree cerebrali relative alla paura e alle emozioni, mentre si inibiscono proprio quelle della razionalità e del calcolo!

Un altro problema riguarda invece l’insegnamento. Il messaggio che spesso arriva agli studenti è che la matematica è fine a se’ stessa, serve a calcolare…cosa non è dato a sapersi. Quello che non viene trasmesso è la sua immensa utilità. La matematica non è sconnessa dalla realtà, anzi!

Da questo punto di vista quindi, chi in questa materia non va benissimo può sentirsi sollevato: è in gran parte “colpa” del sistema educativo, ancora troppo centrato sulla ripetizione e memorizzazione piuttosto che nella risoluzione di casi pratici, attraverso comprensione e riflessione.